Hai mai pensato a cosa succede nello spazio vuoto tra una domanda e una risposta? In quella frazione di secondo in cui un’interprete ascolta il dolore di un’altra vita e deve decidere come restituirlo al mondo?
Per anni mi sono chiesto cosa significhi essere un “ponte”. Essere la voce di chi ha perso tutto, tranne la propria storia. Tradurre le parole è un conto, ma come si traducono i silenzi?
Da questa domanda è nato il mio nuovo racconto: “L’Interprete”.
Una stanza, due donne, un segreto
Non è un romanzo fiume, è una fotografia nitida. È un viaggio breve ma intenso dentro una stanza dalle pareti color crema della Commissione Territoriale di Bologna.
Lì incontriamo Mariam, che fa l’interprete da sette anni. La sua regola è ferrea: Tradurre senza sentire. Ascoltare senza ricordare. È l’unico modo per sopravvivere quando si ascoltano storie di fuga e disperazione ogni giorno.
Poi però entra Nasrin. È giovane, è afgana come lei, e porta negli occhi un “fuoco” che solo chi l’ha attraversato può riconoscere.
In queste pagine c’è il non detto. C’è il peso della verità burocratica contro la verità umana. C’è una parola, Ātash, che potrebbe cambiare il destino di una persona, se solo venisse pronunciata. O taciuta.
Perché ho deciso di regalarlo
Ho scritto questa storia perché sentivo l’urgenza di raccontare quel momento di riconoscimento che supera le barriere del ruolo. Ma ho deciso di non venderla.
Voglio che questa storia sia un dono. Un modo per dire grazie a chi, come te, segue il mio percorso di scrittura e legge con il cuore, non solo con gli occhi.
“L’Interprete” sarà inviato in esclusiva e gratuitamente a tutti gli iscritti della mia Newsletter.
L’appuntamento: Alba del 16 Gennaio
Segna questa data sul calendario, o meglio, lascia che sia io a ricordartelo.
L’invio è programmato per l’alba di giovedì 16 gennaio. Mentre la città si sveglia e ci prepariamo ad affrontare la nostra routine – proprio come Mariam nella sua stanza color crema – troverai questo file nella tua casella di posta. Sarà il mio buongiorno per te.
Come ricevere il racconto
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La letteratura serve a riconoscersi. Spero che in queste sette scene tu possa trovare un pezzo di verità che risuoni anche con la tua.
Ci leggiamo il 16, all’alba.
Tommaso
