6 Nov 2026 · Calabria, Foto Poesia

Parla alla terra. Giorni in Sila d’autunno

Sentiero coperto di foglie di faggio tra due grandi tronchi in un bosco della Sila

Il mio primo tentativo di macro è nato in questi giorni d’autunno in Sila, camminando con Maria Sprovieri, Alfredo Bruno, Giuseppe Fulci e Ivan Vigna, guide ambientali, e con i ragazzi di un progetto scolastico. Avevo la macchina fotografica e la voglia di abbassarmi.

Tramonto sulla Sila visto dal drone, crinali scuri e nuvole rosate
Passi di escursionisti su un sentiero della Sila coperto di muschio e foglie d'autunno, visti da terra

In Sila d’autunno lo sguardo va in alto da solo. I Faggi accendono il giallo e il rame, i Pini larici salgono dritti verso il cielo e ti rimettono al tuo posto: piccolo, in fila, sotto. Si cammina con il naso all’insù.

Prato silano con alberi in colori d'autunno, incorniciato da un ramo spoglio
Sentiero coperto di foglie di Faggio tra due grandi tronchi in un bosco della Sila
Il sole filtra tra rami di Faggio gialli e conifere in un bosco misto della Sila

Poi le guide si fermano, e il passo cambia. Davanti a un Abete alto poco più di un ragazzo, nato da solo all’ombra dei Faggi, Maria, Alfredo e Ivan raccontano come un bosco si rinnova senza che nessuno lo pianti. Maria tiene in mano una foglia caduta e sorride, come chi mostra una cosa di casa. Poi si china sui rami e li annusa: anche il profumo, qui, è una lezione.

Tre guide ambientali intorno a un giovane Abete bianco nato in una faggeta della Sila
Maria Sprovieri, Alfredo Bruno e Ivan Vigna intorno a un giovane Abete bianco nato nella faggeta.
Una guida ambientale si china ad annusare i rami di un giovane Abete
Maria Sprovieri e il profumo dell’Abete.
Tre guide ambientali in posa davanti a un muro arancione scrostato con una porta di legno
Le guide davanti a una vecchia casa nel bosco.

Da lì ho cominciato a guardare in basso. Il muschio che veste un tronco storto come un cappotto. Il muschio che fa un prato in miniatura sul muretto del sentiero. Un ramo secco dove un lichene grigio-verde apre i suoi lobi come piccole mani: i licheni sono tra i primi a sparire quando l’aria si sporca, e qui stanno benissimo.

Tronco contorto coperto di muschio verde in un bosco della Sila
Muschio a cuscinetto su un muretto in primo piano, con gli alberi del bosco sfocati sullo sfondo
Lichene foliaceo grigio-verde e muschio su un ramo secco, con lo sfondo del bosco sfocato

Più giù ancora c’è un mondo che di solito calpestiamo. Un fungo piccolo come un’unghia su un tronco che si sta disfacendo. Un altro nero, a scaglie bianche, che sembra vestito per una festa. Minuscole sfere bianche su gambi sottili come capelli, tra gli aghi di pino. Un giorno, al laboratorio, i funghi raccolti sono finiti sotto un microscopio, e la superficie di un cappello è diventata un paesaggio. Un albero caduto non è morto per niente: dà da mangiare a funghi, licheni, insetti, e tra qualche anno sarà terra buona per un altro Abete.

Piccolo fungo dal cappello bruno su un tronco in decomposizione, con lo sfondo verde sfocato