16 Gen 2026 · Racconto Breve

Il silenzio non protegge nessuno

C’è una frase che ho sentito dire decine di volte: «Il lavoro parla da solo.»

L’hanno detta dirigenti, professionisti, artigiani, genitori. L’hanno detta persone che dedicano la vita intera a qualcosa di importante e poi non sanno spiegare perché. L’hanno detta come se fosse una virtù, come se raccontarsi fosse vanità, come se il silenzio fosse una forma di protezione.

Non lo è.

Il silenzio lascia spazio a chi vuole riempirlo con le proprie storie. I malintesi, i sospetti, le voci. Se non racconti chi sei, qualcun altro lo farà al posto tuo.

Ho scritto un racconto su questo. Si chiama «Non è colpa di nessuno» e parla di Michele, un uomo che ha costruito qualcosa di importante in vent’anni e non ha mai imparato a raccontarlo. Parla di un’accusa ingiusta, di una figlia che non capisce, di un ragazzo scomparso una mattina di novembre lasciando un biglietto sul letto.

Parla di tutti quei corsi sulla comunicazione che non servono a niente quando devi parlare con chi ami. Parla del pensiero, sempre più frequente, di mollare tutto. Parla di cosa succede quando finalmente trovi le parole.

Michele potrebbe essere chiunque. Un imprenditore, un insegnante, un genitore. Qualcuno che fa tanto e non sa dirlo. Forse lo conosci. Forse lo sei.


Il 23 gennaio, all’alba, questo racconto arriverà nella casella mail di chi è iscritto alla mia newsletter.

Non lo pubblicherò qui. Non lo metterò in vendita. Lo condividerò solo con chi ha scelto di far parte di questa comunità di lettori.

Se sei già iscritto, non devi fare niente. Il 23 mattina troverai il racconto che ti aspetta.

Se non sei ancora iscritto, hai tempo fino al 22 gennaio per entrare. Poi la porta si chiude, almeno per questo regalo.

Perché lo faccio così? Perché credo che le storie vadano meritate. Non nel senso che bisogna pagare, ma nel senso che bisogna esserci. Fare un gesto, anche piccolo. Dire: sì, voglio leggere quello che scrivi.

È il mio modo di ringraziarti. Di dirti che non sei un numero, un contatto, una statistica. Sei qualcuno che ha deciso di dedicarmi un po’ del suo tempo. E io ricambio con quello che so fare: scrivere storie che restano.

Entro il 22 gennaio. Il 23 all’alba riceverai «Non è colpa di nessuno».


Ci vediamo nella tua casella di posta.

T.

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