16 Ott 2025
È più onesto obbedire o protestare? Ribaltando l’appello di Suor Monia Alfieri, questa analisi dimostra come il dissenso non sia “disonestà”, ma il più alto atto di responsabilità. Sulle orme di Don Milani, si afferma che la pace si costruisce con la critica, non con il silenzio complice.
15 Ott 2025
L’ostentazione di simboli di potere ecclesiastico nel 2025 racconta più di una fragilità umana che di autentica autorevolezza spirituale. Come un’armatura dorata che protegge un cavaliere spaventato, gli abiti solenni e la distanza cerimoniale rischiano di diventare scudi dietro cui nascondere l’insicurezza personale. Il Vangelo propone l’opposto: Gesù lava i piedi e muore nudo, Francesco sceglie scarpe consumate e prossimità. La vera autorità non ha bisogno di pubblicità, si impone da sola. Quando un leader spirituale si affida agli ori per essere riconosciuto, quando moltiplica le distanze protocollari, comunica più debolezza che forza. In un’epoca che ha il radar dell’inautenticità, questa scelta allontana chi cerca testimoni credibili, non monumenti. Il test è semplice: togli l’abito, cosa rimane? L’evangelizzazione oggi richiede il coraggio della vulnerabilità, non la sicurezza dei paramenti. Perché la grandezza vera non teme l’ordinarietà, e Dio fatto uomo non ha bisogno di rappresentanti travestiti da imperatori.
13 Ott 2025
Settembre 1943. Un lenzuolo bianco sventola su un campanile in Calabria, un fragile grido di pace. Ma per i soldati tedeschi, quella non era gente da risparmiare. Erano gli Itaker, “ibridi razziali” la cui vita valeva meno di un proiettile.
Inizia così una delle stragi più brutali e sistematicamente ignorate della Seconda Guerra Mondiale in Italia: Rizziconi. Diciassette civili, tra cui dieci bambini, massacrati da un odio che non si fermò nemmeno dopo la pioggia di fuoco. La vera oscenità fu il silenzio che seguì, un’amnesia di Stato durata 73 anni.
Perché questa strage, come tante altre nel Sud, è stata cancellata dalla nostra memoria collettiva? La risposta è una ferita ancora aperta nella storia d’Italia, una storia di razzismo e di giustizia negata.
Leggi tutto per scoprire la storia di un’ingiustizia che va oltre le bombe…
6 Ott 2025
Se n’è andata, con la discrezione di un’anomalia statistica, la breve stagione politica calabrese di Pasquale Tridico. L’ex presidente dell’INPS è arrivato in Calabria come un messia della competenza tecnocratica e se ne va con una lezione amara: in una terra dove la politica si fa corpo a corpo, non basta avere ragione sui numeri per ottenere consenso. Autopsia di una sconfitta annunciata, tra alleanze fragili, gaffe geografiche e il fatale scontro tra PowerPoint e reti clientelari.
4 Ott 2025
Ecco alcune proposte di estratto per WordPress:
Opzione 1 (breve e diretta):
“Cosa direbbe Francesco d’Assisi della festa nazionale istituita in suo onore? Un discorso immaginario del santo sui paradossi di celebrare chi scelse la povertà, sul rispetto per valdesi e non credenti, e sulla differenza tra rituale e autenticità evangelica.
21 Ago 2025
Dal marmo delle lapidi alle mani delle persone: trasformare la memoria del 2 agosto 1925 in educazione civica, cura dei luoghi, partecipazione.
21 Ago 2025
Ascolta l’Episodio 0 del mio “vocale lungo” sulle regionali in Calabria: perché si vota il 5–6 ottobre, chi corre ad oggi e cosa chiedere subito al prossimo presidente. Se vuoi ricevere i prossimi audio su WhatsApp: salva +39 349 970 6000 in rubrica e invia Nome Cognome – “voglio gli audio”.
20 Ago 2025
Due piani, un carovita a) Dazi al consumo: imposte indirette locali sui generi di prima necessità.b) Mercati fragili: salari bassi, lavoro stagionale, prezzi volatili.Il combinato disposto accende il malcontento nelle aree interne della Sila. La miccia Nella settimana che precede il 2 agosto crescono raduni e proteste. Il pane è misura di sopravvivenza e dignità. […]
19 Ago 2025
Nel romanzo la testimone è una maestra. Non è solo finzione: è una lente credibile per raccontare donne, alfabetizzazione e coscienza civile nell’Italia del 1925.
18 Ago 2025
Il 2 agosto 1925 a San Giovanni in Fiore milizia fascista e carabinieri spararono sulla folla: 5 morti e 28 feriti. Qui ricostruiamo contesto, nomi e memoria.