Le parole giuste #8 — L’esercizio: il reclamo senza aggettivi
Questo esercizio accompagna l’ottava puntata di «Le parole giuste», dedicata al reclamo. Se non sei ancora iscritto alla serie, trovi il modulo in fondo alla pagina.
L’esercizio della settimana
Pensa a un torto recente, anche piccolo: una consegna sbagliata, un addebito ingiusto, un servizio mancato. Scrivi il reclamo in tre paragrafi:
Il fatto: date, numeri, documenti. La conseguenza: cosa ti è costato, in tempo o denaro. La richiesta: cosa deve accadere e entro quando.
Divieto assoluto di aggettivi e punti esclamativi. La rabbia, come tutto il resto, si dimostra coi fatti: la fermezza spaventa più dell’ira, perché chi è preciso fa sul serio. E dall’altra parte non c’è un mostro: c’è una persona che apre cento segnalazioni al giorno e che il tuo testo può trasformare in alleata.
Niente torti in sospeso? Congratulazioni: riscrivi l’ultimo litigio su WhatsApp con la stessa regola. Da venerdì prossimo si cambia passo: le parole in viaggio, a partire dalla cartolina.
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