Le parole giuste #10 — L’esercizio: il viaggio raccontato dallo storto
Questo esercizio accompagna la decima puntata di «Le parole giuste», dedicata al racconto di viaggio. Se non sei ancora iscritto alla serie, trovi il modulo in fondo alla pagina.
L’esercizio della settimana
Racconta un viaggio in dieci righe, partendo dal momento in cui qualcosa è andato storto: la valigia persa, il treno sbagliato, la trattoria trovata per errore.
Niente date, niente elenco di tappe. La struttura è quella delle storie: parti dall’imprevisto (in media res, come i romanzi), torna indietro quel tanto che serve a capire, chiudi con quello che ti ha lasciato. La domanda non è «cosa abbiamo fatto?» ma «cosa è cambiato?».
Vale anche un viaggio di vent’anni fa: quelli storti non si dimenticano, ed è esattamente il punto.
Se ti va di raccontarmi com’è andata, rispondi alla newsletter. Venerdì prossimo: il diario, il territorio più privato della scrittura.
Una risposta a “Le parole giuste #10 — L’esercizio: il viaggio raccontato dallo storto”
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Basta! MI sono stancato di essere sfruttato da questi aguzzini, lascio il lavoro e mi metto, sacca in spalla, nelle mani del destino. Era pieno inverno e quel giorno, deciso a partire senza una vera destinazione, non mi feci fermare dalla pioggia scrosciante. La strada era praticamente allagata e un taxi passando velocemente fece schizzare l’acqua bagnandomi completamente, imprecai. Il taxi si fermò e scese una donna vestita in modo casua,l dallo sguardo affranto, ma dagli occhi luminosi che si avvicinò, inzuppandosi anche lei, per chiedermi scusa e giustificare il tassista il quale era statao spinto da lei a muoversi velocemente per non farle perdere il treno, notai le sue belle mani ben curate e affusolate. Mi confessò a quel punto che si era seccata di andare sempre di fretta e correre di qua e di la. Aveva deciso in quell’istante di perdere il treno e di portarmi a casa sua per asciugarmi e rimettermi in sesto. Scopri quel giorno qual’era davvero il mio viaggio.