Sacro Civile — Puntata 6: Nella propria lingua

Sacro Civile è un podcast di Tommaso Scicchitano. Esplorazioni sulla dimensione spirituale della vita comune.
Puntata 6: Nella propria lingua
«La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.»
C’è una cucina, in un paese arroccato del Cosentino: una nonna che impasta e parla arbëreshë, l’albanese antico arrivato in Calabria cinque secoli fa, e un nipote che la registra, perché quando lei non ci sarà più quelle parole non le dirà nessuno. Da questa scena nasce la puntata dedicata all’articolo 6: la tutela come gesto domestico, prima ancora che come legge.
Sette parole fanno tutto il lavoro. «Tutela»: un verbo attivo, non una concessione. «Apposite norme»: misure su misura, diverse per chi è diverso. «Minoranze»: perché la Costituzione si cura non di chi ha i numeri, ma proprio di chi non li ha. È il cuore segreto della Stagione 1, l’unico dei dodici principi fondamentali che parla esplicitamente di lingua.
Il motore della puntata è la voce del linguista Michele Cosentino, ricercatore all’Università di Messina e militante di Sinistra Italiana. Legge l’articolo dal di dentro del mestiere: la legge 482 del 1999, arrivata mezzo secolo dopo la Costituzione; le comunità arbëreshë e grecofone del Sud; la politica linguistica del fascismo e la dura repressione delle lingue slave; e un’intuizione che vale tutta la puntata: i dialetti italiani non sono figli dell’italiano, ma, come l’italiano, figli del latino. Fratelli, non figli. Sullo sfondo, l’eredità di Tullio De Mauro e la sua «educazione linguistica democratica».
Poi la parte spirituale: lo «shibbolet» del Libro dei Giudici, la lingua usata come arma sul guado del Giordano, e il suo rovescio esatto, l’«Effatà», «apriti», con cui nel Vangelo di Marco viene sciolto il nodo della lingua a chi era stato ridotto al silenzio. L’articolo 6 come un Effatà collettivo, scritto in una Costituzione. Infine la promessa tradita, con i fondi minimi e le lingue che si spengono, e la promessa che resta: due milioni e mezzo di voci ancora vive, e i giovani arbëreshë, sardi, friulani, ladini che rimettono in rete la lingua dei nonni.
Riferimenti
Articolo 6 della Costituzione italiana (1948).
Con il contributo vocale di Michele Cosentino, ricercatore linguista all’Università di Messina e militante di Sinistra Italiana.
Legge 15 dicembre 1999, n. 482: dodici minoranze linguistiche storiche riconosciute (albanese, catalana, croata, francese, francoprovenzale, friulano, germanica, greca, ladina, occitana, sarda, slovena), circa 2,5 milioni di parlanti in oltre mille comuni. Politica linguistica del fascismo e repressione delle lingue slave; Tullio De Mauro e l’«educazione linguistica democratica»; il limite della 482 e la distinzione lingua/dialetto (Fiorenzo Toso); Atlante UNESCO delle lingue in pericolo.
Riferimenti biblici: Giudici 12 (lo «shibbolet» al guado del Giordano); Vangelo di Marco 7 (l’«Effatà», «apriti»); il Verbo che «si fece carne» in aramaico, lingua di minoranza.
Sacro Civile è un podcast di Tommaso Scicchitano. Ogni puntata è un’esplorazione: cercare il sacro dove nessuno lo cerca più.
Se questa puntata ti ha detto qualcosa, condividila. Manda il link a una persona sola, quella a cui pensi adesso. Magari è qualcuno che ha una nonna o un nonno che parlano una lingua che il mondo non capisce più: dille, digli di registrarla, finché c’è tempo. Quella voce ha un nome dentro la Costituzione, e quel nome non è «dialetto sbagliato»: è «minoranza da tutelare».
🎧 Spotify · 🎵 Amazon Music · 🍎 Apple Podcasts · 📧 tommasoautore.it
Aiuta questa puntata a camminare
Sacro Civile è gratuito e resta gratuito. Se questa puntata ti ha lasciato qualcosa, puoi sostenere la produzione del podcast con un contributo libero. Serve a coprire tempo, studio, registrazione, montaggio e pubblicazione.
Una risposta a “Sacro Civile — Puntata 6: Nella propria lingua”
Lascia un commento
Ti piace quello che leggi?
Articoli, podcast e storie ogni settimana. Zero rumore.
Iscriviti alla newsletterContinua a leggere
← Santi in uniforme. Quando il lutto diventa una lingua che mette a tacere


Ciao
Come al solito mi è piaciuto quello che scrivi e che ho sentito nella sesta puntata di Sacro Civile, è la prima che sento. L’ho inviata subito ad Antonella La Rosa che forse tu conosci e che aveva la nonna arbereshe e ogni tanto lei scrive qualche detto che ricorda in quella lingua.