C’è un video che circola sui social. Dura poco più di un minuto. Eppure contiene tutto ciò che bisogna sapere su dove sta andando il mondo. Siamo nello Studio Ovale. Donald Trump è seduto alla Resolute Desk, la scrivania dei presidenti, quella dietro cui Kennedy firmava i suoi dispacci e…
Tag: critica sociale
Il Giorno della Memoria Corta
«È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire.» Primo Levi Oggi, 27 gennaio, celebriamo il Giorno della Memoria. Corone di fiori, minuti di silenzio, discorsi solenni. E poi? Poi torneremo a guardare dall’altra parte. Perché questo non è il Giorno della Memoria….
Il vuoto che colpisce: Cosenza, la notte di Natale e la paura di esistere
Un ragazzo picchiato quattro volte la notte di Natale. La sua colpa: una camicia. Ma la vera domanda non è perché l’hanno fatto. È cosa manca a chi colpisce. E cosa manca a noi per fermarlo.
SAFARI UMANO
“Domani tornate. Ordini da Roma.” Novembre 1993, il SISMI chiude l’operazione. Stefano torna a casa, cena con la famiglia. Oggi, 2025, esce dal bar milanese sotto la pioggia. Domani andrà alla recita del nipote. Sarà un nonno felice.
SAFARI UMANO – finale online ora.
SAFARI UMANO
Milano, 2025. Un bar che si svuota, due uomini che ricordano. Marco confessa: «L’ho mancata, ho spostato il mirino». Ma solo la prima volta. Poi è diventato normale. Sarajevo 1993, collina di Trebević, duemila marchi al giorno. La seconda puntata di “Safari Umano” scava nel meccanismo: come si diventa quello che non avresti mai voluto essere.
SAFARI UMANO
“Sai che il male è banale, ma è comprenderlo che è complesso.” Milano 2025: un chirurgo estetico e un ex agente del SISMI si ritrovano dopo ventinove anni. Parlano di figli, nipoti, e di quella primavera a Sarajevo quando pagavano per uccidere. Prima puntata.
Marshal Power: Quando la Guerra Gioca da Sola
Erding, Baviera. Mercoledì pomeriggio. Cittadini terrorizzati chiamano la polizia: uomini armati si aggirano per la città. La polizia arriva in forze, elicotteri compresi, e trova decine di individui incappucciati con fucili d’assalto. Gli uomini armati vedono la polizia e aprono il fuoco. La polizia risponde. Un uomo cade ferito.
Peccato che gli “invasori” fossero soldati tedeschi. E i difensori fossero poliziotti tedeschi. E nessuno dei due sapesse dell’esistenza dell’altro.
Benvenuti nell’esercitazione “Marshal Power”: ottocento persone riunite per simulare la difesa nazionale. Risultato? La Germania che spara alla Germania pensando che la Germania stia invadendo la Germania.
“È stato un errore di comunicazione”, hanno detto le autorità. Come dire che il Titanic ha avuto un piccolo inconveniente con un cubetto di ghiaccio.
Ma sotto la risata c’è qualcosa di agghiacciante: quando adulti giocano alla guerra con tale convinzione da dimenticare che è un gioco, cosa ci dice questo sulla guerra vera?
Cronaca satirica di un fuoco amico, riflessione filosofica sul gioco più mortale degli adulti.
Il poverello di Assisi dice no alla festa nazionale
Ecco alcune proposte di estratto per WordPress:
Opzione 1 (breve e diretta):
“Cosa direbbe Francesco d’Assisi della festa nazionale istituita in suo onore? Un discorso immaginario del santo sui paradossi di celebrare chi scelse la povertà, sul rispetto per valdesi e non credenti, e sulla differenza tra rituale e autenticità evangelica.
