Un’interpretazione teologica nata per un caso strettissimo di difesa personale è diventata parte della grammatica con cui, ovunque, si giustifica la guerra preventiva. Dal ladro notturno del Talmud ai droni e agli algoritmi che scelgono i bersagli.
I confini fermano i corpi e lasciano colare il valore. Un dossier interattivo sui 1.600–2.200 miliardi di dollari di merci illegali e denaro che ogni anno attraversano le frontiere quasi indisturbati.
Il giornalista ultra-ortodosso israeliano Israel Frey dice che «il lutto è parte della propaganda». Al di là del caso israeliano, è un meccanismo che riguarda anche noi: come la santificazione dei caduti blinda le decisioni di chi comanda, e dove passa la linea tra onorare i morti e arruolarli.
In Sudafrica l’ultimatum xenofobo del 30 giugno contro i migranti mostra quanto sia attuale la lezione di Mandela: l’odio si impara e viene organizzato.
L’elezione di Luigi Pantisano a copresidente di Die Linke non è un semplice ricalcolo di alleanze. È la rivincita di un’intera classe sociale.
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