Il professore, il piano e la sentinella

Israele, un docente di matematica è accusato di aver progettato stragi di arabi e palestinesi. Secondo Haaretz, lo Shin Bet rinunciò a proseguire direttamente l’indagine.
Il 5 ottobre la procura israeliana ha depositato al tribunale di Lod un atto d’accusa contro un docente di matematica dell’Università Bar Ilan. Ha circa sessant’anni, vive a Petah Tikva ed è stato arrestato il 17 settembre. Il suo nome non si può ancora pubblicare: lo vieta un provvedimento del giudice. Le accuse sono preparazione di un atto terroristico, estorsione mediante minacce e intralcio alla giustizia.
Secondo l’accusa, dal febbraio 2023 avrebbe lavorato a un piano per uccidere centinaia di arabi e palestinesi e spingere i sopravvissuti alla fuga verso Giordania, Libano e Gaza. Il progetto prevedeva 72 attentatori divisi in 12 gruppi, attacchi simultanei e la diffusione delle violenze sui social. Il documento che lo descriveva era lungo venti pagine. Gli inquirenti gli attribuiscono anche sopralluoghi a Tuba Zangariyye, villaggio arabo dell’alta Galilea. Per quanto è emerso finora, le dodici cellule esistevano solo sulla carta: la procura parla di tentativi di reclutamento falliti.
Tra le persone che avrebbe cercato di coinvolgere c’è Moshe Feiglin, figura della destra religiosa israeliana. Il docente avrebbe tentato prima di reclutarlo, poi di ricattarlo. Feiglin non ha aderito; lui e i dirigenti del suo partito hanno consegnato alla polizia le lettere minatorie. L’università ha sospeso il docente e ha condannato le condotte contestate.
La domanda sullo Shin Bet
Poi c’è la seconda notizia, ed è quella che fa più rumore. Un’inchiesta di Haaretz, ripresa da The Times of Israel, sostiene che lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna, abbia rinunciato a proseguire direttamente l’indagine e l’abbia passata in fretta alla polizia. Eppure sapeva che il sospettato possedeva un’arma regolarmente autorizzata e aveva fatto dei sopralluoghi. Lo Shin Bet risponde di aver arrestato e interrogato l’uomo, di averne fatto emergere le intenzioni e solo dopo di averlo affidato alla polizia. Dire che «non intervenne» sarebbe falso. La contestazione riguarda un’altra scelta: non tenere l’indagine nelle proprie mani.
Chi segue da anni le cronache israeliane sa che la domanda non nasce oggi. Si chiede da tempo se il terrorismo ebraico venga trattato con la stessa urgenza di quello palestinese. Questo caso non basta a rispondere, e le responsabilità penali del docente le stabilirà il processo. Però riapre la questione.
La sentinella
Il profeta Ezechiele riceve un compito preciso: fare la sentinella. «Se la sentinella vede venire la spada e non suona la tromba, e il popolo non è avvertito […] domanderò conto del suo sangue alla sentinella» (Ez 33,6). Il testo non giudica chi vede il pericolo e lo ferma. Giudica chi lo vede e lo misura con due pesi, a seconda di chi minaccia e di chi è minacciato. La sentinella risponde di tutti quelli che stanno dentro le mura, non solo di alcuni.
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