24 Lug 2026 · articolo, Calabria, Società, Terzo settore

Il profumo del mandorlo: quando le parole costruiscono ponti a Catanzaro

AperiPride Catanzaro

Il potere di scardinare l’inverno

Ci sono storie che chiedono prepotentemente di essere raccontate, narrazioni che hanno bisogno di trovare spazio tra queste pagine digitali perché portano con sé una forza rara. Chi lavora con le parole e vive in Calabria sa bene quanto spesso la nostra terra venga dipinta come un luogo immobile, incastrato in abitudini rassicuranti ma ormai logore. Si sente dire di continuo che non siamo pronti al cambiamento. Eppure, come autore, credo profondamente che la realtà sia molto più complessa e ricca di sorprese di quanto le etichette vogliano farci credere. Le rivoluzioni più autentiche nascono proprio quando il mondo intorno a te decreta che l’evoluzione è impossibile.

Una follia bellissima

Quello che è successo di recente al Foyer Lounge di Catanzaro, durante un incontro in preparazione al Pride, ha il sapore di un vero e proprio miracolo laico e spirituale. Organizzare un tavolo di confronto su identità di genere e diritti umani facendo sedere accanto attivisti queer e rappresentanti di fedi diverse sembrava un azzardo incredibile. C’era il professor Luigi Mariano Guzzo, c’erano rappresentanti della Chiesa cattolica come don Alessandro Nicastro, la comunità valdese con la pastora Giuseppina Bagnato, i cristiani LGBTQIA+ con Laura Calderaro, l’Istituto Buddista Soka Gakkai con Francesca Sicoli e la comunità musulmana Dar Assalam con Marco Bruni. Una sfida immensa che, grazie a una moderazione coraggiosa, ha trasformato la rigidità del pregiudizio in uno spazio magico di ascolto. Quando deponiamo le armature, scopriamo che la parola è lo strumento più potente che abbiamo per abbattere i muri e costruire ponti.

La profezia della primavera

Nel corso della serata è emersa un’immagine di una potenza narrativa straordinaria. È la metafora del mandorlo, evocata proprio dalla pastora valdese attingendo alle antiche scritture. Il mandorlo è il primo albero a fiorire. Sboccia in pieno inverno, quando le temperature sono ancora rigide e tutti gli altri alberi restano chiusi in difesa. Con il suo profumo intrepido, annuncia a tutti che la primavera è inevitabile.

Quell’incontro a Catanzaro è stato esattamente questo: una fioritura coraggiosa in una terra che troppi credevano ancora sterile. Scoprire che Buddismo, Islam e Cristianesimo, se spogliati dalle lenti del potere patriarcale, parlano un linguaggio comune di accoglienza e dignità assoluta per ogni forma di vita, restituisce uno sguardo nuovo. Uno sguardo che non giudica e non tollera per finta, ma che riconosce in ogni sfumatura di genere un capolavoro. Oggi la nostra terra non è più solo inverno, e documentare questa nuova consapevolezza è forse il compito più bello per chi ama raccontare la vita.

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