Perché ho scritto Le radici e le ali

C’è una storia che il giornalismo non riesce a raccontare.
Non per incompetenza, non per censura. Per struttura. Un articolo di cronaca ha tempi, spazi, regole. Devi citare le fonti, verificare i fatti, bilanciare le parti. Tutto giusto, tutto necessario. Ma c’è un livello di verità che resta fuori: quello che passa per gli odori, per i silenzi tra le parole, per la piega amara di un sorriso forzato.
Ho passato anni a lavorare con persone ai margini. Come giornalista, come operatore sociale, come qualcuno che quei margini li attraversa ogni giorno andando a comprare il pane. Ho ascoltato storie che non diventano mai notizia perché non c’è il morto, non c’è l’arresto, non c’è la conferenza stampa. Storie di ragazzi che a sedici anni stanno già scegliendo, e non sanno di stare scegliendo.
Le radici e le ali nasce da lì. Da un’urgenza che non trovava forma nel reportage.
Ho scelto quattro voci. Quattro punti di vista su uno stesso quartiere, una stessa strada, uno stesso bivio. Paolo, che cammina a testa bassa cercando di non farsi notare. Carmine, che ha già deciso da che parte stare (o crede di averlo deciso). Antonio, che legge filosofia in un posto dove la filosofia è un lusso incomprensibile. E la professoressa Russo, che ogni mattina apre il registro sapendo che alcuni dei nomi che legge potrebbero non tornare.
Non è un romanzo sulla ‘ndrangheta. Non nel senso che ci si aspetta. Non ci sono boss, non ci sono pentiti, non ci sono intercettazioni. C’è qualcosa di più sottile e, per me, di più terribile: il momento in cui un ragazzo smette di immaginare un’alternativa. Il momento in cui la strada diventa l’unico orizzonte.
Ho scritto questo libro in Calabria, sulla Calabria, per chi la Calabria la vive ogni giorno e per chi la guarda da fuori chiedendosi se là in fondo, oltre i titoli di cronaca, esista qualcos’altro. Esiste. Ho provato a dargli voce.
Le radici e le ali. Quattro voci da Via degli Stadi è disponibile su Amazon in formato Kindle, cartaceo e copertina rigida.
Ti piace quello che leggi?
Articoli, podcast e storie ogni settimana. Zero rumore.
Iscriviti alla newsletter
Lascia un commento