Sacro Civile — Puntata 5: L’ultima luce accesa

Sacro Civile è un podcast di Tommaso Scicchitano. Esplorazioni sulla dimensione spirituale della vita comune.
Puntata 5: L’ultima luce accesa
«La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.»
C’è un paese, sull’Appennino, che da fuori non si vede quasi più. Ogni mattina, alle otto, un uomo gira una chiave ed entra nell’unico sportello dello Stato rimasto: è il sindaco, e apre l’anagrafe per testardaggine, o per amore. Intanto, in un documento di un ministero, quello stesso paese è classificato tra i luoghi destinati a uno «spopolamento irreversibile». Da quella scena nasce questa puntata, dedicata all’articolo 5: l’autonomia come ultimo presidio, o come ultima solitudine.
L’articolo tiene insieme due parole che sembrano tirarsi addosso, «una e indivisibile» e «autonomie locali», e invece si scelgono. I Costituenti lo scrissero con vent’anni di Stato accentratore alle spalle: misero l’autonomia nella Carta come un anticorpo, perché più il potere è vicino alle persone, più è difficile che diventi tirannia. È lo stesso equilibrio che il presente mette alla prova, dal dibattito sull’autonomia differenziata alle pronunce della Corte costituzionale sui livelli essenziali delle prestazioni.
Il cuore della puntata è la voce di Mariano Borgognoni, teologo e sociologo, già Presidente della Provincia di Perugia e oggi presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi. Nato a Lisciano Niccone, uno di quei piccoli comuni di cui parla l’articolo 5, legge l’autonomia attraverso il Primo libro di Samuele e il «non farti un re»: non delegare a un capo le responsabilità che sono di ogni cittadina e di ogni cittadino. «Non farti un re» e «il più ampio decentramento» dicono, in fondo, la stessa cosa.
Poi l’altra faccia, quella che fa male: la Calabria che guida lo spopolamento, i livelli essenziali mai davvero finanziati, la parola «irreversibile» scritta accanto al nome di migliaia di paesi. Eppure qualcosa resiste, nei borghi che invertono la rotta e soprattutto nelle persone: i sindaci, le maestre, i medici di notte, i postini. Sono loro l’ultima luce accesa in fondo alla valle. E finché c’è una luce accesa, nessuna mappa ha il diritto di scrivere «irreversibile».
Riferimenti
Articolo 5 della Costituzione italiana (1948).
Ospite: Mariano Borgognoni, teologo e sociologo, nato a Lisciano Niccone (Perugia) nel 1954; già Presidente della Provincia di Perugia (1995-1999), con un mandato segnato dalla gestione del terremoto del 1997; dal 2025 presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi e direttore della rivista Rocca.
Riferimento biblico: Primo libro di Samuele, capitolo 8 (la richiesta di un re e le «pretese del re»). La lettura dell’articolo 5 alla luce del «non farsi un re» è dell’ospite.
Dati (2024-2026): sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale sull’autonomia differenziata e sui Lep; gennaio 2025, inammissibilità del referendum abrogativo; spopolamento delle aree interne (la Calabria con perdite medie intorno al 14% nei comuni interni; oltre l’80% dei comuni interni a rischio di perdere almeno un quarto della popolazione entro il 2043); Strategia nazionale per le aree interne, circa 1,2 miliardi investiti tra 2014 e 2025.
Un ringraziamento a un contributore che ha chiesto di restare anonimo.
Sacro Civile è un podcast di Tommaso Scicchitano. Ogni puntata è un’esplorazione: cercare il sacro dove nessuno lo cerca più.
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