I sacerdoti di Gerusalemme sapevano tutto: dove sarebbe nato il Messia, cosa dicevano i profeti, come rispondere a ogni domanda. Non si mossero di un passo. I Magi conoscevano solo una stella. Eppure furono loro ad arrivare.
Il 9 gennaio ti regalo un libretto che potrebbe salvarti la vita (mentale)
“Scrivo tutto questo perché voglio essere chiaro su chi sono. Non sono un estremista. Sono solo un uomo ragionevole.”
La campana e le mani vuote
Quanti di coloro che suonano campane contro l’aborto si battono per la contraccezione gratuita? Per l’educazione sessuale nelle scuole? Per asili nido accessibili?
Cristo chiamava ipocriti quelli che legano fardelli pesanti sulle spalle della gente senza muovere un dito per aiutarli. Li chiamava sepolcri imbiancati.
Quella campana di Sanremo suona un rintocco antico. Ed è esattamente quello che il Vangelo condannava.
Il vuoto che colpisce: Cosenza, la notte di Natale e la paura di esistere
Un ragazzo picchiato quattro volte la notte di Natale. La sua colpa: una camicia. Ma la vera domanda non è perché l’hanno fatto. È cosa manca a chi colpisce. E cosa manca a noi per fermarlo.
Il Soffio: un racconto sull’intelligenza artificiale che sta cambiando la democrazia
Il telefono squilla. La voce è gentile, attenta, perfetta. Ti ascolta come nessuno ti ha mai ascoltato.
Non esiste.
Pennsylvania, 2023. La prima telefonata di un’intelligenza artificiale a un elettore. Italia, 2031. Un algoritmo vince le elezioni. 2037. Un gruppo di fuggiaschi trova rifugio in un paese dimenticato dell’Aspromonte, dove non arriva il segnale.
Lì, sotto un ulivo secolare, scoprono l’unica cosa che le macchine non possono simulare.
Il soffio.
Il peso che non ti appartiene: un regalo di Natale per chi è iscritto alla newsletter
«Ho trovato delle lettere. Mentre mettevo in ordine lo studio di tuo padre.»
Elena sentì le mani irrigidirsi sotto l’acqua calda.
«Che lettere?»
«Le tue. Quelle che gli hai scritto negli anni. Non le aveva mai aperte.»
Qualcosa si ruppe dentro Elena, qualcosa che non sapeva di custodire ancora intatto. Per anni aveva scritto a suo padre, lettere che cercavano un dialogo, che provavano a spiegare, a costruire ponti. E lui non le aveva nemmeno lette.
Un regalo di Natale per voi: “L’ultimo treno”
l Natale a volte deraglia. Ti lascia al freddo in una stazione mentre il resto del mondo festeggia.
Ho scritto “L’ultimo treno” per raccontare proprio questo: la vigilia di sei sconosciuti bloccati a Paola. Niente miracoli, solo la grazia improvvisa di chi, nel gelo, decide di tendere una mano.
È un regalo esclusivo per la mia community.
Quello che ho imparato da chi ha perso tutto (e perché l’ho scritto in una storia)
Perché abbiamo così paura del silenzio? Una storia sulla burocrazia che schiaccia, sulla fretta che ci consuma e sulla dignità inaspettata di chi aspetta un permesso per vivere. Iscriviti per ricevere il racconto venerdì.
Il Mosaico dell’Io: Siamo l’opera o l’artista?
Siamo abituati a pensarci come monoliti, solidi e immutabili. Ma cosa succede quando ci guardiamo davvero? Una riflessione su identità, memoria e il coraggio di mostrarsi a pezzi.
Ho scritto quello in cui credo. Venti pagine. Te lo regalo.
Non è un romanzo. Non è un saggio. È un racconto di venti pagine che mi ha richiesto più coraggio di due libri interi. Si chiama La Formula e racconta la storia di Giulia, una catechista di quarant’anni che un giorno si accorge di non sapere più se crede in…
