16 Ott 2026 · articolo, Calabria, Società

Quanto dista una cura. La salute mentale vista dalla Sila e dal Savuto

Incisione a due colori: una fermata dell'autobus con la tabella degli orari vuota su una strada di montagna, in alto un paese con il campanile in rosso

Venerdì scorso ho fatto i conti in euro. Oggi li faccio in chilometri e in ore, con gli orari degli autobus alla mano: che cosa vuol dire raggiungere un Centro di salute mentale o una neuropsichiatria infantile da Aprigliano, da San Giovanni in Fiore, da Acri, se non hai una macchina o qualcuno che ti porta. Secondo di quattro venerdì.

La strada secondaria

La Carta dei servizi dell’ASP di Cosenza, nella pagina che descrive il distretto Cosenza-Savuto, ha una frase che nessuno ha scritto per farla leggere a me, e che però mi riguarda: «escludendo il tratto autostradale, la rete stradale è caratterizzata esclusivamente da strade secondarie, principalmente di montagna». Il distretto ha 34 comuni e 159.284 abitanti, ed è diviso in tre ambiti: Cosenza, con quattordici comuni fra cui Aprigliano, dove abito; il Savuto, diciannove comuni con il polo sanitario a Rogliano; e San Giovanni in Fiore, che fa ambito da solo. Un quarto degli abitanti ha più di 65 anni. La provincia intera ha 150 comuni, e 119 stanno sotto i cinquemila abitanti: un terzo dei cosentini vive lì.

I servizi di salute mentale, in questo distretto, hanno tre sedi: il Centro di salute mentale di Cosenza in piazza Amendola, quello di Rogliano e quello di San Giovanni in Fiore. Per i bambini e gli adolescenti la neuropsichiatria è a Cosenza, a Serra Spiga, e poi a Rogliano e a Spezzano della Sila. Sono le informazioni che si trovano nella rubrica dell’ASP. Con un dettaglio che in montagna conta più che in città: per Rogliano e San Giovanni in Fiore il sito pubblica un numero di telefono e nient’altro. Né l’indirizzo, né gli orari. Per la neuropsichiatria di Spezzano c’è un numero di cellulare. Se uno deve andarci, deve prima telefonare per sapere dove.

Da Aprigliano, con l’autobus

Ho preso la linea 381 delle Ferrovie della Calabria, quella che passa per Aprigliano, e ho letto l’orario come lo leggerebbe una persona che ha un appuntamento alle nove al Centro di salute mentale di Cosenza. La corsa del mattino parte alle 6:50 e arriva all’autostazione alle 7:55, passando da Pietrafitta: sessantacinque minuti per diciassette chilometri. C’è una corsa più veloce, via Donnici, alle 8:35, che arriva alle 9:04: in ritardo. Il ritorno, dopo un colloquio di un’ora, è alle 11:50 o alle 12:45. Una mattina intera. Il biglietto costa 2,30 euro a corsa, 4,60 il giorno. Chi lavora perde una mezza giornata, spesso una intera.

Il Centro più vicino a casa mia, in linea d’aria, non è Cosenza: è Rogliano, sedici chilometri e mezzo, ventisette minuti in macchina. Senza macchina si scende alla stazione di Aprigliano, che è a valle e non in paese, si prende il treno per Piane Crati e poi il bus sostitutivo per Rogliano: un’ora, e il capolinea è alla fermata «Rogliano Serra (Ospedale)». Un’ora per sedici chilometri. Per la neuropsichiatria infantile dei ragazzi la sede più vicina è Spezzano della Sila, quattordici chilometri: ma è quella con il numero di cellulare al posto dell’indirizzo, e con i mezzi pubblici da Aprigliano non ci si arriva senza passare da Cosenza.

Sessantacinque minuti per diciassette chilometri. Il ritorno alle 11:50. Una mattina intera per un colloquio di un’ora.

San Giovanni in Fiore, settantacinque minuti

Il paese più grande della Sila

San Giovanni in Fiore ha 15.328 abitanti e un Centro di salute mentale in paese: questo è il lato buono. La neuropsichiatria infantile no. Nella rubrica dell’ASP non c’è una sede a San Giovanni in Fiore; un vecchio prospetto degli ambulatori elenca due neuropsichiatre convenzionate con qualche mattina a settimana, ma non è datato e non so se sia ancora vero. La sede piena più vicina è Cosenza: 63 chilometri, sessantasette minuti in macchina. Con la linea 385A dell’autobus il viaggio dura fra i 75 e gli 80 minuti, e le corse feriali sono dieci: la prima alle 5:50, che arriva a Cosenza alle 7:05; poi le 6:25, le 7:15, le 8:00. Il ritorno serale finisce con la corsa delle 20:15, arrivo a San Giovanni alle 21:30. Biglietto: 5,90 euro a tratta, 9,40 andata e ritorno. Per una famiglia che deve fare una valutazione in neuropsichiatria, che raramente si chiude in una visita sola, sono tre o quattro giornate e una quarantina di euro di autobus prima ancora di aver visto un medico.

Acri, cento minuti

Acri, 18.059 abitanti, ha il suo Centro di salute mentale e una voce «neuropsichiatria» nella rubrica, senza un recapito. L’autobus per Cosenza della linea 92 parte alle 6:10 da piazza Purgatorio e arriva alle 7:50: cento minuti. Il ritorno che ho trovato pubblicato è alle 14:15. Da Camigliatello, dove vanno a sciare i cosentini, il Centro più vicino è San Giovanni in Fiore, ventotto chilometri di curve, o Cosenza, trentacinque. Non aggiungo altri paesi: la struttura è sempre la stessa. Il paese ha, se va bene, il servizio per gli adulti; per i bambini si scende a valle; e a valle si scende con corse che sono pensate per gli studenti e per chi lavora, non per chi ha un appuntamento alle nove.

Il conto di una visita, con i mezzi pubblici

  • Aprigliano, Centro di salute mentale di Cosenza: partenza 6:50, arrivo 7:55; ritorno 11:50 o 12:45. Biglietti 4,60 euro. Mezza giornata.
  • Aprigliano, Centro di salute mentale di Rogliano: treno più bus sostitutivo, circa un’ora per 16 chilometri; fermata all’ospedale.
  • San Giovanni in Fiore, neuropsichiatria di Cosenza: 75-80 minuti a tratta, 9,40 euro andata e ritorno, dieci corse feriali, ultima di ritorno alle 20:15.
  • Acri, Cosenza: 100 minuti alla partenza delle 6:10; ritorno pubblicato alle 14:15.
  • Spezzano della Sila, neuropsichiatria: sede segnalata dall’ASP con un numero di cellulare, senza indirizzo né orari.

Orari dai file pubblicati dalle Ferrovie della Calabria (linee 381, 385A, 380, Cosenza-Piane Crati-Rogliano in vigore dal 15 maggio 2026) e dalla IAS Autolinee (linea 92). Alcune corse sono solo scolastiche; i file delle linee 381 e 385A portano date del 2020 e del 2023. Chilometri e tempi in auto calcolati su OpenStreetMap.

Chi ti porta

Fin qui ho parlato di chi prende l’autobus. Ma la salute mentale ha una caratteristica che la distingue da un’ecografia: nei giorni in cui serve di più, prendere un autobus alle 6:50 è esattamente la cosa che non si riesce a fare. La depressione è anche questo, una mattina che non comincia. Un ragazzo con un disturbo del comportamento non si porta a Cosenza da solo. Una donna di ottant’anni di un paese del Savuto non scende alla stazione a valle. Il servizio esiste, sulla carta e in piazza Amendola. Quello che manca, in montagna, è la persona che ti porta.

Le risposte istituzionali che ho trovato sono due, e le riporto come sono. La prima è il piano per le liste d’attesa di aprile: 8,6 milioni, agende digitali, ambulatori aperti fino alle 23 e nel fine settimana, un «percorso di tutela» per chi non riceve l’appuntamento nei tempi. Non c’è una riga sulle aree interne, sulle distanze, sul trasporto: il piano misura i giorni di attesa, non i chilometri. La seconda è la rete del decreto 77, presentata il 10 settembre 2026: 26 Case di comunità e 9 Ospedali di comunità in provincia, 63,7 milioni, 591 assunzioni da completare entro fine settembre. Nell’elenco delle Case di comunità ci sono Spezzano della Sila, Casali del Manco, Acri, Altilia e, secondo una fonte, Parenti. Non ci sono Rogliano, Aprigliano, San Giovanni in Fiore, che avrà invece l’Ospedale di comunità. Se in quelle Case entrerà uno psicologo con un’agenda, e in quali giorni, non è scritto da nessuna parte che io abbia trovato.

Non c’è, a oggi, un dato pubblico che dica quante famiglie della provincia sono senza automobile: l’Istat lo pubblica per regione e non per provincia. Lo segnalo perché è il numero che spiegherebbe tutto il resto, e nessuno lo conta.

Il piano misura i giorni di attesa, non i chilometri. Quello che manca, in montagna, è la persona che ti porta.

Scoperchiare il tetto

All’inizio del vangelo di Marco c’è un paralitico che arriva da Gesù «portato da quattro persone» (Marco 2,3). La casa è piena, la porta è bloccata dalla folla, e i quattro non tornano indietro: salgono sul tetto, lo scoperchiano e calano la barella dall’alto. Il testo dice una cosa che ho sempre trovato sconvolgente: Gesù guarisce «vedendo la loro fede». La loro, dei quattro. Non quella del paralitico, di cui non sappiamo nulla: forse non credeva a niente, forse non aveva nemmeno voluto venire. La cura passa attraverso la fede di chi porta.

Ho fatto il prete per anni in paesi come questi, e so che i quattro esistono: la vicina che accompagna, il fratello che prende il giorno di ferie, la maestra che telefona alla madre. Ma un sistema sanitario che funziona solo se ci sono i quattro non è un sistema: è una scommessa sulla bontà dei vicini. In città la folla davanti alla porta è la lista d’attesa. In montagna è il tetto: sono i sessantacinque minuti di autobus, l’indirizzo che non c’è, la corsa di ritorno alle 14:15. Sorelle e fratelli, i quattro di Cafarnao hanno fatto una cosa che non spettava a loro. Il punto di questo pezzo è che non dovrebbe spettare a loro.

Che cosa si può chiedere

Tre cose, tutte piccole. All’ASP: pubblicare indirizzo e orari di tutte le sedi di salute mentale e neuropsichiatria del distretto, non solo il telefono; oggi un cittadino di Rogliano non trova sul sito dove sia il suo Centro. Alla Regione e alla Provincia, che siedono ai tavoli del trasporto: una corsa, una sola, coordinata con gli orari degli ambulatori dei paesi dell’ambito, come si fa per le scuole. Ai sindaci dei 34 comuni del distretto: chiedere per iscritto se nella Casa di comunità più vicina ci sarà un’agenda di psicologia, e con quali giorni. Non serve un convegno. Serve che qualcuno chieda dove, e a che ora.

Venerdì prossimo: chiedere aiuto in una lingua che non è la tua. Che cosa c’è, e che cosa manca, per chi a Cosenza non parla italiano.

Se avete bisogno adesso

Telefono Amico Italia risponde ogni giorno dalle 10 alle 24 al numero 02 2327 2327, anche su WhatsApp al 324 011 7252. In un’emergenza si chiama il 112. Centri di salute mentale del distretto Cosenza-Savuto: Cosenza, piazza Amendola, 0984 893 3365; Rogliano, 0984 987 127; San Giovanni in Fiore, 0984 979 416. Si può entrare senza impegnativa.

Nota di metodo

Solo fonti pubbliche, nessuna testimonianza: la scelta vale per tutta la serie e l’ho spiegata venerdì scorso. Gli orari sono quelli pubblicati dalle aziende di trasporto e possono essere cambiati dopo la data dei file; prima di mettersi in viaggio vanno controllati. Le sedi sono quelle della rubrica dell’ASP. Dove il sito non pubblica un indirizzo, lo scrivo: è il dato.

Di mestiere scrivo per Comuni, fondazioni e associazioni che hanno fatto cose e non riescono a raccontarle: comunicati, racconti di progetto, dossier da allegare alle domande di contributo. Lo faccio come ufficio comunicazione esterno, con un abbonamento mensile. Se vi riguarda, raccontatemi il progetto: la prima mezz’ora è una chiamata di orientamento e non si paga.

Fonti

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