Sacro Civile · Puntata 13: Quarantotto ore

Sacro Civile è un podcast di Tommaso Scicchitano. Esplorazioni sulla dimensione spirituale della vita comune.
Puntata 13: Quarantotto ore
«La libertà personale è inviolabile.»
Prato, carcere della Dogaia, cella 171. Il 5 agosto, alle 23 e 12, muore un uomo nigeriano di trentadue anni di cui nessuno ha scritto il nome: shock emorragico per rottura del fegato. La Procura ha chiuso le indagini su tre compagni di cella, per omicidio preterintenzionale. In quattro, in una cella. A Rossano, poco più di un’ora da qui, ci sono 334 persone per 263 posti e la metà degli agenti che servirebbero. E Antigone intitola il suo rapporto di quest’anno «Tutto chiuso»: 64.436 detenuti per 46.318 posti, e più di trentamila ricorsi accolti per trattamento inumano o degradante. Sopra tutto questo c’è il primo dei diritti, il corpo, e un articolo che per la prima volta è lungo: cinque commi, e dentro un orologio che conta le ore. Quarantotto, e poi altre quarantotto.
La Parte Seconda è di chi ascolta. Alla domanda «raccontami una porta chiusa» risponde la storia di una donna che ha chiesto di restare senza nome: la madre entrata nel manicomio di Girifalco nel 1969 e uscita nel 1981, i due giri di chiave contati ogni domenica, dodici anni senza che nessuno dicesse per quanto. E poi la porta di camera, a casa, che la madre chiudeva da sola, dall’interno. La Costituzione può garantire che nessuno vi chiuda; non può garantire che, una volta liberi, sappiate uscire.
Il resto della storia comincia a Montecitorio il 10 aprile 1947, davanti a un’aula piena di gente che il carcere e il confino li aveva conosciuti da dentro. Badini Confalonieri racconta la polizia che arresta i familiari del ricercato; Costantini prova a togliere il comma sulla violenza, e non passa; Bettiol vuole una Costituzione «antipoliziesca, in quanto è antifascista»; Tupini spiega l’orologio: «perciò le abbiamo limitate a quarantotto ore». Quell’orologio nel 1978, con la legge Basaglia, entra negli ospedali psichiatrici. E oggi corre nei CPR, dove nel 2025 i giudici hanno fatto uscire più persone di quante lo Stato ne abbia rimpatriate. Infine la cella 171, e quello che una persona che il carcere lo conosce da dentro, per lavoro, dice del fuori: la famiglia che manca, la strada che non c’è, le relazioni che insegnano a stare dentro.
La matrice spirituale sta in una parola ebraica, deror: la liberazione dell’anno del giubileo, e insieme la rondine, che nessuno tiene in gabbia. In Geremia 34 il re Sedecia proclama la liberazione degli schiavi e i padroni, passato il pericolo, se li riprendono: la libertà data e ripresa è peggio della libertà mai data. Isaia 61 e Luca 4 cominciano dalle porte chiuse; Matteo 25 dice «ero in carcere», non «ero innocente in carcere». E negli Atti, a Filippi, le porte si aprono da sole e Paolo grida al carceriere: «Non farti del male, siamo tutti qui».
La voce di chi ascolta
La domanda di questa puntata, per l’articolo 14 («Il domicilio è inviolabile»): raccontami chi è entrato in casa tua senza bussare. Una perquisizione, un controllo, un padrone di casa, un parente che aveva le chiavi, un ufficio entrato dalla porta di servizio. Oppure la volta in cui hai aperto a qualcuno che non aspettavi. Un vocale di un minuto, anche meno; anche scritto, se la voce non ti va. Nome o niente nome, come vuoi. Ogni voce che arriva entra in una puntata; il montaggio lo faccio io.
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Entro sabato 17 ottobre: le voci arrivate entrano nella puntata 14, dedicata all’articolo 14, il domicilio.
Riferimenti
Articolo 13 della Costituzione italiana (1948). Assemblea Costituente, seduta del 10 aprile 1947 (interventi di Tupini, Bettiol, Gabrieli, Badini Confalonieri, Lucifero, Murgia, Costantini); testo coordinato dal Comitato di redazione, 20 dicembre 1947. Regio decreto 1848/1926 (confino di polizia). Legge 36/1904 sui manicomi; legge 180/1978 e legge 833/1978, art. 35. Corte costituzionale, sentenza 105/2001. D.L. 20/2023 (decreto Cutro) e D.L. 124/2023 (trattenimento fino a 18 mesi). Tribunale di Roma, 1° luglio 2026, non convalida del trattenimento a Gjadër (Domani). ActionAid Italia e Università di Bari, «Trattenuti. Un’analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025» (30 settembre 2026). Procura di Prato, chiusura delle indagini sulla morte nella cella 171 (Corriere Toscano e Novaradio, 9 ottobre 2026). Uil Fp Calabria, sopralluogo nel carcere di Rossano, 23 settembre 2026 (Corriere della Calabria). Antigone, XXII rapporto sulle condizioni di detenzione «Tutto chiuso» (ANSA, 29 settembre 2026).
Riferimenti biblici: l’anno della liberazione (Levitico 25,10); la rondine (Salmo 84,4; Proverbi 26,2); la libertà data e ripresa (Geremia 34,8-17); «proclamare la liberazione ai prigionieri» (Isaia 61,1; Luca 4,18); «ero in carcere» (Matteo 25,36); Paolo e Sila a Filippi (Atti 16,22-39).
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