Siamo abituati a pensarci come monoliti, solidi e immutabili. Ma cosa succede quando ci guardiamo davvero? Una riflessione su identità, memoria e il coraggio di mostrarsi a pezzi.
Categoria: articolo
Sole Nero su San Giovanni in Fiore: Quando la letteratura diventa atto di memoria
Un dialogo intenso alla Ubik di Cosenza con l’ANPI per presentare “Sole Nero”: il romanzo che riporta alla luce l’eccidio dimenticato del 1925 a San Giovanni in Fiore, trasformando il silenzio in memoria viva.
Dieci canzoni per leggere Sole Nero
Dieci canzoni per entrare nel mondo di Sole Nero. Una playlist da ascoltare prima, durante o dopo la lettura: De André, Battiato, Morricone. La colonna sonora emotiva del romanzo.
Il Ponte e il Deserto
Mentre Roma litiga con la Corte dei Conti per un ponte da 13,5 miliardi, la Calabria affonda: ferrovie ottocentesche, Alta Velocità cancellata, una statale che uccide. Cronaca di una regione che aspetta un monumento e non ha ancora imparato a camminare.
Si può amare il proprio nemico? L’illusione di Margherita.
E Ermanno? Dov’era Ermanno in tutto questo? Lo cercai con uno sguardo disperato, quasi illudendomi contro ogni speranza di vederlo intervenire, di fermare quella carneficina. Lo vidi. Era a pochi passi dall’Ispettore Valente. Non sparava. […] Guardava la scena con una freddezza che mi gelò il cuore più degli spari stessi. Non c’era orrore nei suoi occhi, non c’era pietà. In quel momento, mentre intorno a me la gente moriva e urlava, capii che l’uomo che avevo creduto di conoscere non esisteva.”
(da “Sole Nero su San Giovanni in Fiore”, pag. 102)
I bambini del bosco e la guerra del governo alla magistratura
Tre bambini tolti a una famiglia nei boschi di Palmoli diventano l’occasione per un attacco orchestrato alla magistratura. Meloni convoca il ministro, Salvini grida al “furto di Stato”. Ma dietro l’indignazione di facciata si intravede una strategia precisa: delegittimare i giudici per preparare il terreno alla separazione delle carriere e al premierato. La campagna referendaria è già cominciata.
Il grido che nessuno vuole ascoltare
“Come si può parlare di comunione cristiana mentre si rimane in silenzio davanti al genocidio?” I cristiani palestinesi ci pongono questa domanda dalla terra dove Dio si è fatto carne. Noi, chiese occidentali, abbiamo scelto la diplomazia invece della profezia. Il Vangelo invece chiede di schierarsi con chi soffre.
Giustizia climatica e trasformazione spirituale della società: la lezione della COP30 per una spiritualità politica
Belém 2025: la COP30 tra profezia e contraddizione
Le comunità religiose mondiali hanno parlato a Belém di giustizia climatica, debito ecologico e fine dell’estrattivismo. Ma tra dichiarazioni profetiche e patrimoni investiti nei mercati che devastano il pianeta, le incongruenze sono evidenti.
Spiritualità e politica non sono un ossimoro da conciliare, ma lo stesso processo di trasformazione. Un’analisi critica che cerca le opportunità concrete oltre le belle parole, perché il momento storico non chiede appelli ma pratiche incarnate.
I Guardiani che Divorano Sé Stessi
Ti sei mai chiesto cosa succede quando chi denuncia pubblicamente la violenza verbale la pratica in privato? Quando chi predica inclusione tiene liste nere di proscritti? Il caso “Fascistella” ci mostra il tradimento dell’ideale in tempo reale. E nell’epilogo scoprirai perché questa storia mi tocca personalmente: ci sono zone dove non posso presentare i miei libri. Non per quello che ho fatto, ma per come certi “partigiani” preferiscono divorarsi tra compagni piuttosto che combattere il vero fascismo.
Le Due Italie: Quello che Diciamo sui Migranti e Quello che Facciamo Loro
C’è una storia, quest’anno, che pesa più di tutti i numeri. È la storia di Satnam Singh. Un bracciante morto dissanguato, scaricato davanti casa con il braccio amputato in una cassetta della frutta.
Questa non è cronaca nera. È il manifesto di quella che il Dossier Statistico Immigrazione 2025 chiama una “sottoguerra mondiale contro i poveri”.
Abbiamo costruito un racconto tossico di “invasione”, ma la verità, scrive il dossier, è un “paradosso populista”: gridiamo “non possiamo accoglierli” mentre le nostre imprese implorano per avere manodopera, in un’Italia che sta scomparendo per denatalità.
Come si tiene in piedi questa bugia? Costruendo una “fabbrica dell’illegalità”. Chiamiamo questa macchina “Decreto Flussi”, ma è una lotteria truccata: nel 2024, solo il 7,8% delle quote si è trasformato in un contratto. Il sistema è fatto per creare un esercito di “invisibili” ricattabili, come Satnam.
Il Dossier 2025 non è un libro sui migranti. È uno specchio. Ci mostra le nostre due facce: quella che difende i confini e quella che ha un disperato bisogno di qualcuno che raccolga i pomodori.
