Apriamo una serie sulla comunicazione politica dell’ottimismo. Ottimismo e speranza non sono la stessa cosa: la prima lezione è che la speranza che vince non nega la crisi, la nomina e indica una strada. Da Reagan a Obama, fino ai fallimenti di Clinton, Harris e Renzi.
La provocazione politica non è un insulto da restituire, è una tecnica da disinnescare. I tre errori della rincorsa e le tre mosse per cambiare il gioco, senza inseguire l’avversario sul suo terreno.
Dal «mi ha implorato una foto» al meme «serve un ordine restrittivo», fino alla sedia vuota all’Independence Day. Come comunicano Trump e Meloni, chi vince lo scambio e chi la partita lunga.
Il giornalista ultra-ortodosso israeliano Israel Frey dice che «il lutto è parte della propaganda». Al di là del caso israeliano, è un meccanismo che riguarda anche noi: come la santificazione dei caduti blinda le decisioni di chi comanda, e dove passa la linea tra onorare i morti e arruolarli.
Il fenomeno Vannacci letto come fatto di comunicazione politica: i meccanismi che lo generano, i precedenti storici da Giannini a Grillo, e la lezione per chi vuole costruire una voce riformista capace di farsi ascoltare.
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