Nel frattempo. Ragazze e ragazzi in lista d’attesa

Un minore su cinque, in Italia, ha un disturbo neuropsichiatrico. In Calabria non c’è un solo letto ospedaliero di neuropsichiatria infantile, e a Cosenza il tempo che una famiglia aspetta per una prima visita non è scritto da nessuna parte. Ho provato a farmelo scrivere. Ultimo di quattro venerdì, solo con documenti.
Uno su cinque
La Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, nel comunicato per la Giornata mondiale dell’anno scorso, ha scritto una frase che vale come titolo: «1 minore su 5 è affetto da un disturbo neuropsichiatrico, circa 2 milioni di bambini e ragazzi». Gli utenti dei servizi crescono del 7 per cento l’anno. Nell’anno della pandemia, fra marzo 2020 e marzo 2021, gli accessi ai pronto soccorso per patologia neuropsichiatrica in età evolutiva sono aumentati dell’84 per cento. I posti letto ospedalieri di neuropsichiatria infantile in Italia sono 403, ne servirebbero almeno 700. E cinque regioni non ne hanno nemmeno uno: Abruzzo, Molise, Umbria, Valle d’Aosta e Calabria.
Un decreto regionale del novembre 2022 prevedeva una unità complessa con dodici posti, divisi fra Reggio Calabria e l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Nel febbraio 2025 un’associazione di famiglie ha scritto che «tutte e due le disposizioni sono state disattese», e ha messo accanto un altro numero: nel 2022, 788 bambini calabresi sono stati curati fuori regione. I neuropsichiatri calabresi, nel loro «stato dell’arte» dell’aprile 2025, confermano: «mancanza di posti letto per la degenza ordinaria e il day hospital», «forte mobilità sanitaria verso altre regioni», personale che manca e che ha «un’età media avanzata». I letti, dicono, arriveranno al Mater Domini di Catanzaro. Al futuro, di nuovo.
L’attesa che non ha un numero
Poi si scende a Cosenza, e il dato sparisce. In provincia la neuropsichiatria territoriale ha una direzione a Rende e sedi a Cosenza, Rende, Acri, Montalto, Bisignano, Castrovillari, San Marco Argentano, Paola, Amantea, Scalea, Trebisacce, Cassano, Rogliano e altre: per una famiglia si passa dal pediatra, dall’impegnativa e dal CUP, con una corsia diretta per le segnalazioni della scuola. Ma quanti minori siano in carico, e quanto si aspetti per la prima visita, l’ASP non lo pubblica. L’unico numero che ho trovato è di un giornale locale: la sede di Montalto Uffugo «conta ben 5mila accessi all’anno», e nel marzo 2025 vi lavorava «l’unica dottoressa rimasta operativa», dopo che le colleghe erano andate in pensione senza essere sostituite.
Le tracce dell’attesa si trovano di lato, in documenti scritti per altro. Nel febbraio 2025 l’ASP ha pubblicato tre avvisi interni, firmati dalla direttrice della neuropsichiatria, per chiedere ai neuropsichiatri, agli psicologi, ai logopedisti e ai terapisti di fare ore in più fuori dall’orario di lavoro, pagate 80 euro l’ora ai medici e 50 al comparto, «finalizzate all’abbattimento delle liste d’attesa». Non si chiede lo straordinario dove non c’è coda. Nella primavera del 2025 la logopedia di Rogliano è stata ferma per mesi: un consigliere regionale ha parlato di otto mesi e ha presentato un esposto; l’ASP ha risposto che «la continuità del servizio logopedico non è mai stata interrotta» e ha annunciato un operatore in più dal 1° ottobre. A luglio, per coprire Rogliano, due logopediste sono state spostate dalla sede di Cosenza, e l’assessore comunale ha scritto che «circa 20 bambini si vedrebbero privati di un sostegno indispensabile». Ad aprile di quest’anno la presidente dell’associazione delle famiglie con autismo di Cosenza ha detto, presentando con l’ASP una nuova carta dei servizi, che «considerate le lunghissime liste d’attesa» e con «una o due» strutture convenzionate in provincia, «le famiglie sono costrette a rivolgersi al privato».
E il piano per le liste d’attesa di aprile, quello da 8,6 milioni di cui ho scritto tre volte in questa serie? Vieta le agende cartacee anche nei servizi di salute mentale, promette un «percorso di tutela» per chi non riceve l’appuntamento nei tempi, apre gli ambulatori fino alle 23. Nelle tabelle delle 69 prestazioni critiche, alcune oltre i 200 giorni, la neuropsichiatria infantile non compare. Negli articoli che lo raccontano non è nominata una volta. Le ragazze e i ragazzi in attesa non sono in ritardo: sono fuori dal conteggio.
Non si chiede lo straordinario dove non c’è coda. Le ragazze e i ragazzi in attesa non sono in ritardo: sono fuori dal conteggio.
La scuola aspetta con loro
Il posto dove l’attesa si vede ogni mattina è la scuola, perché ogni certificazione passa dalla neuropsichiatria: la legge 104 per il sostegno, i disturbi dell’apprendimento della legge 170, l’autismo. Nelle scuole statali calabresi, nell’anno scolastico 2024-2025, gli alunni con disabilità certificata erano 10.756, il 4,3 per cento; i posti di sostegno 8.260, di cui 3.599 «in deroga», cioè assegnati anno per anno senza un titolare. Il dato sui disturbi dell’apprendimento è quello che dice di più: in Italia ha una certificazione il 5,5 per cento degli alunni, nel Nord-Ovest il 7,9, in Calabria meno del 2. Non è che in Calabria i bambini dislessici siano un quarto di quelli lombardi. È che per avere il pezzo di carta bisogna arrivare a una visita, e la visita è quella di cui non si pubblica l’attesa.
Nel frattempo la Regione ha messo uno psicologo nelle scuole: 9 milioni in tre anni, 43 professionisti, quasi 400 istituti. Il primo rapporto, di giugno 2026, conta 9.951 accessi agli sportelli in regione; a Cosenza 106 scuole e 4.636 colloqui individuali. L’assessora che l’ha presentato ha detto la cosa giusta: lo sportello «non sostituisce i servizi specialistici». È il nel frattempo, fatto bene. Ma un colloquio in uno sportello non è una diagnosi, e non produce la certificazione che serve per il sostegno. La scuola tiene i ragazzi mentre aspettano; non può far finire l’attesa.
I numeri, in una riga ciascuno
- Minori con un disturbo neuropsichiatrico in Italia: uno su cinque, circa 2 milioni (SINPIA, ottobre 2025).
- Posti letto ospedalieri di neuropsichiatria infantile in Calabria: zero (SINPIA, settembre 2024).
- Bambini calabresi curati fuori regione nel 2022: 788 (Comunità Competente, febbraio 2025).
- Tempo di attesa per una prima visita in neuropsichiatria a Cosenza: non pubblicato.
- Alunni con certificazione DSA: Italia 5,5%, Nord-Ovest 7,9%, Calabria sotto il 2% (Ministero dell’Istruzione).
- Colloqui dello psicologo scolastico nelle scuole cosentine, anno 2025-2026: 4.636 in 106 scuole (Regione Calabria).
Quello che ho chiesto
Il 1° ottobre ho inviato all’ASP di Cosenza, all’indirizzo dell’accesso civico, una richiesta di accesso civico generalizzato. È lo strumento che il decreto 33 del 2013 mette in mano a chiunque: si chiede un documento o un dato, e l’amministrazione ha trenta giorni per rispondere. Ho chiesto tre cose. I tempi medi di attesa, nel 2025 e nei primi nove mesi del 2026, per una prima visita nei Centri di salute mentale e in neuropsichiatria dell’infanzia, distretto per distretto. Il numero di psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti e terapisti in servizio, e i posti vacanti. Lo stato di attuazione, per la salute mentale e la neuropsichiatria, della tracciabilità digitale prevista dal piano di aprile: quante agende sono informatizzate e quante no.
[DA AGGIORNARE PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE. Variante A, se l’ASP ha risposto: riportare qui i dati ricevuti, con la data della risposta e il numero di protocollo, e confrontarli con quanto scritto sopra. Variante B, se non ha risposto: «I trenta giorni scadono domani, 31 ottobre. Alla data in cui pubblico, nessuna risposta è arrivata. Non è una notizia: è il dato che chiude questa serie. Un cittadino ha chiesto a un’azienda sanitaria quanto aspettano i suoi ragazzi, e l’azienda, per ora, non lo sa o non lo dice. Se la risposta arriverà, la pubblicherò qui, nello stesso posto, con la stessa evidenza. La legge prevede che, in caso di silenzio, si possa chiedere il riesame al responsabile della trasparenza: lo farò».]
Betzatà
Giovanni 5,1-9
A Gerusalemme, vicino alla porta delle Pecore, c’è una piscina con cinque portici, e sotto i portici «giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici» (Giovanni 5,3). Aspettano che l’acqua si agiti: chi entra per primo guarisce. È una lista d’attesa, e come tutte le liste ha una regola che premia chi ha già qualcosa, la forza o qualcuno che lo aiuti. C’è un uomo che è lì da trentotto anni. Gesù gli chiede se vuole guarire, e lui non risponde sì. Risponde: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me».
Non ho nessuno. Un altro scende prima di me. In una frase c’è tutto quello che ho scritto in quattro venerdì: il costo, che è la forza che ti manca; la distanza, che è il nessuno che ti porta; la lingua, che è non riuscire a dire «voglio guarire» quando te lo chiedono; e l’attesa, che è l’altro che scende prima. Il vangelo non dice che l’acqua non guarisse. Dice che il sistema della piscina funzionava per chi aveva già qualcuno, e che quest’uomo, per trentotto anni, non era nel conteggio.
Gesù non lo mette in lista. Non lo porta all’acqua, non gli trova un accompagnatore, non gli fa saltare la fila. Gli dice: «Alzati, prendi la tua barella e cammina», e l’uomo cammina. Sorelle e fratelli, non credo che a Cosenza ci sia un miracolo così. Ma credo che ci sia la domanda che viene prima, quella che nessun servizio aveva mai fatto a quell’uomo in trentotto anni: «Vuoi guarire?». Chiedere a una famiglia quanto aspetta, e scriverlo, è quella domanda. È poco. È l’unica cosa che, con i documenti, si può fare.
«Non ho nessuno che mi immerga. Mentre sto per andarvi, un altro scende prima di me.» In una frase, il costo, la distanza, la lingua e l’attesa.
Che cosa si può chiedere
Ho iniziato questa serie il 9 ottobre con un conto e la chiudo con una lista di richieste, tutte a costo zero. All’ASP di Cosenza: pubblicare ogni mese, nella pagina che la legge già prevede e che è ferma al 2015, i tempi di attesa per la prima visita in salute mentale e in neuropsichiatria, distretto per distretto; e l’indirizzo di ogni sede, non solo il telefono. Alla Regione: inserire quelle visite nel monitoraggio regionale delle liste d’attesa, e dire che fine ha fatto il decreto del 2022 sui dodici posti letto. Ai sindaci del Savuto e della Sila: una corsa di autobus coordinata con gli orari degli ambulatori, e una domanda scritta su quale psicologo entrerà nella Casa di comunità più vicina. A chi legge: la guida di La Kasbah da passare a chi non parla italiano, e il numero di Telefono Amico da tenere nel telefono, non per sé, per qualcun altro.
Quattro venerdì, nessuna testimonianza, solo documenti. Non era il modo più caldo di raccontare la salute mentale. Era il modo in cui ogni riga si può controllare, e in cui nessuno è stato usato per fare un titolo. Se avete un documento che smentisce qualcosa di ciò che ho scritto, mandatemelo: lo pubblico con la stessa evidenza. Un dato in più è l’unica cosa di cui questa provincia ha bisogno quanto di uno psicologo in più.
Se avete bisogno adesso
Telefono Amico Italia risponde ogni giorno dalle 10 alle 24 al numero 02 2327 2327, anche su WhatsApp al 324 011 7252. In un’emergenza si chiama il 112. Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ASP di Cosenza: sede di Cosenza, via Berlinguer (Serra Spiga), 0984 893 3750, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14; la scuola può segnalare direttamente, con l’impegnativa del pediatra.
Nota di metodo
Solo fonti pubbliche, nessuna intervista, nessun minore descritto. Le dichiarazioni citate sono quelle rilasciate ai giornali e agli atti pubblici da amministratori, dirigenti e associazioni, con la data. La richiesta di accesso civico è riportata nel testo perché è un atto pubblico anch’essa; la risposta, quando arriverà, sarà pubblicata integralmente.
Di mestiere scrivo per Comuni, fondazioni e associazioni che hanno fatto cose e non riescono a raccontarle: comunicati, racconti di progetto, dossier da allegare alle domande di contributo. Lo faccio come ufficio comunicazione esterno, con un abbonamento mensile. Se vi riguarda, raccontatemi il progetto: la prima mezz’ora è una chiamata di orientamento e non si paga.
Fonti
- SINPIA, comunicato per la Giornata mondiale della salute mentale, 10 ottobre 2025; La Stampa, 24 settembre 2024 (posti letto); SINPIA Calabria, Stato dell’arte della NPI in Calabria, aprile 2025. Gruppo CRC, accessi in pronto soccorso 2020-2021, 29 ottobre 2021.
- Comunità Competente, via Corriere della Calabria, 4 febbraio 2025.
- ASP Cosenza, UOC Neuropsichiatria infanzia e adolescenza (aggiornata all’11 agosto 2026); Carta dei servizi 2024; avvisi per prestazioni aggiuntive, prot. 31636 del 27 febbraio 2025 e prot. 25372 del 18 febbraio 2025 (Distretto Ionio Nord).
- Piano liste d’attesa 2026-2027: OpenSSN e Il Dispaccio, 2 aprile 2026.
- Montalto Uffugo: montaltouffugonline.it, 27 marzo 2025. Rogliano: Cosenza Channel, 25 marzo 2025; replica dell’ASP, Calabria Diretta News, 10 settembre 2025. Cosenza: quicosenza.it, 4 luglio 2025. ANGSA Cosenza: Cosenza Channel, 4 aprile 2026.
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, Principali dati della scuola, anno scolastico 2024-2025; Focus alunni con DSA, gennaio 2025.
- Regione Calabria, «Discutiamone insieme, lo psicologo a scuola»: primo rapporto, LaC News24, 11 giugno 2026.
- Accesso civico generalizzato: pagina dell’ASP di Cosenza, art. 5 comma 2 del decreto legislativo 33/2013.
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