29 Set 2026 · podcast

Sacro Civile · Puntata 11: Ripudia la guerra

Copertina del podcast Sacro Civile di Tommaso Scicchitano
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Sacro Civile
Sacro Civile · Puntata 11: Ripudia la guerra
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Sacro Civile è un podcast di Tommaso Scicchitano. Esplorazioni sulla dimensione spirituale della vita comune.

Puntata 11: Ripudia la guerra

«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.»

Reggio Emilia, venerdì 25 settembre, le dieci del mattino: il Teatro Valli è pieno di studenti, quattrocento, e sul palco Matteo Zuppi, Anna Foa e Pier Luigi Bersani parlano dell’articolo 11. «Non bisogna mai smettere di non volere la guerra», dice il cardinale. Una settimana prima, nelle prime ore di venerdì 18, i droni degli Houthi hanno colpito la base saudita di Ta’if e, sulla pista, un Eurofighter dell’Aeronautica italiana: settecento militari e quattro caccia mandati lì a marzo, dentro il decreto missioni. «Non siamo in guerra con l’Italia, ma cosa ci fanno lì i vostri aerei?», chiedono gli Houthi. «L’Italia non è in guerra», risponde il ministro. Da questa settimana, che tiene insieme un teatro e una pista bruciata, nasce la puntata dedicata all’articolo 11.

La Parte Seconda è di chi ascolta. Alla domanda della puntata 10, la prima volta che ti sei sentito straniero, risponde la storia di una donna arrivata dall’Ucraina nel 2004: la prima volta vera non è stata nei primi anni da badante, ma il 24 febbraio 2022, al bar, con la sorella a Charkiv che non rispondeva, quando un signore per bene ha detto al televisore «tanto è lontano». «Straniera mi sono sentita lì. Perché la mia guerra, per gli altri, era una notizia.»

Il resto della storia comincia il 3 dicembre 1946, quando Giuseppe Dossetti scrive «lo Stato rinuncia alla guerra» e la Sottocommissione approva all’unanimità; passa per Parigi, 10 febbraio 1947, dove l’Italia firma il trattato di pace da paese sconfitto; e arriva al 24 marzo 1947, quando l’emendamento di Mario Zagari cambia il verbo in «ripudia» e Ruini lo difende come via di mezzo tra «condanna» e «rinunzia». Rinunciare presuppone un diritto; ripudiare rompe un legame. Poi settantotto anni in cui l’articolo 78 (le Camere deliberano lo stato di guerra) non è mai stato usato, e tutto, da Belgrado 1999 alla Task Force Arabia, ha preso il nome più innocente del vocabolario religioso: missione. E i soldi: trentacinque miliardi di bilancio della Difesa nel 2026, e l’impegno NATO del giugno 2025 al cinque per cento del PIL entro il 2035.

La matrice spirituale sta nel verbo. Nella Bibbia il ripudio è il libello con cui si scioglie un matrimonio (Deuteronomio 24): non si ripudia uno sconosciuto, si ripudia chi si era sposato. E l’Italia era stata sposata alla guerra, «come la maternità alla donna». L’articolo 11 è quel libello, scritto da un popolo spezzato: l’unico ripudio che il Dio di Malachia, che «odia il ripudio» dei forti, avrebbe benedetto. Poi Isaia 2, le spade in vomeri, e il suo rovescio in Gioele 4, i vomeri in spade: lo stesso ferro, e ogni legge di bilancio decide in che direzione batterlo. E Matteo 5: beati gli operatori di pace, non i pacifici. La pace è un’opera: ha un cantiere, un costo, degli operai.


La voce di chi ascolta

La domanda di questa puntata, per l’articolo 12: raccontami una bandiera. Dove l’hai vista, chi la teneva in mano, che cosa ti ha fatto: allo stadio, a un funerale, a un balcone, a scuola, su una barca. Oppure dimmi perché a casa tua non ce n’è mai stata una. Un vocale di un minuto, anche meno: non serve registrarlo bene, serve che sia vero. Nome o niente nome, come vuoi. Ogni voce che arriva entra in una puntata; il montaggio lo faccio io.

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Entro sabato 3 ottobre: le voci arrivate entrano nella puntata 12, dedicata all’articolo 12, la bandiera.


Riferimenti

Articolo 11 della Costituzione italiana (1948); articoli 78 e 87.
Assemblea Costituente: Prima Sottocommissione, seduta del 3 dicembre 1946 (proposta Dossetti, «lo Stato rinuncia alla guerra»); Assemblea plenaria, sedute dell’8 marzo (Damiani) e del 24 marzo 1947 (emendamento Zagari, intervento di Ruini su «ripudia» tra «condanna» e «rinunzia», emendamento Bastianetto sull’Europa ritirato). Trattato di pace di Parigi, 10 febbraio 1947. Incontro «Articolo 11: l’Italia ripudia la guerra», Istituto Alcide Cervi, Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, 25 settembre 2026, con Matteo Zuppi, Anna Foa e Pier Luigi Bersani (cronache di Il Resto del Carlino, Stampa Reggiana, AgenSIR). Attacco Houthi alla base di Ta’if, Arabia Saudita, 18 settembre 2026, ed Eurofighter italiano colpito; dichiarazioni di Muhammad Mansur e del ministro Crosetto (ANSA, Il Riformista, Open, Quotidiano.net). Missione italiana in Arabia Saudita (Task Force Arabia, circa 700 militari, quattro Eurofighter), deliberazione parlamentare di marzo 2026. Bilancio della Difesa 2026 (Osservatorio Mil€x). Vertice NATO dell’Aia, giugno 2025 (obiettivo 5% del PIL entro il 2035).
Riferimenti biblici: il libello di ripudio (Deuteronomio 24,1-4); «Io odio il ripudio» (Malachia 2,16); le spade in vomeri (Isaia 2,4; Michea 4,3); i vomeri in spade (Gioele 4,10); «Beati gli operatori di pace» (Matteo 5,9).


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