Articoli

Scrittura, diritti, fede, Calabria. Ogni pezzo nasce da qualcosa di visto, letto o vissuto.

Cassetta delle offerte e croce di legno con monete e banconote in euro su una panca di chiesa, luce di taglio, chiaroscuro

9 Lug 2026

Quando la fede fa da garanzia

Mario Adinolfi è ai domiciliari per la vicenda della «scommessa collettiva». Metto tra parentesi le accuse e mi tengo ai fatti: bastano già per una critica sociale dell’abuso dei più fragili, e per chiedersi qual è il discrimine di una comunità cristiana che fatica a prendere le distanze da chi ne usa l’immagine.

Copertina del podcast Sacro Civile di Tommaso Scicchitano

7 Lug 2026

Sacro Civile — Puntata 7: Ciascuno nel proprio ordine

Una processione: il parroco con la statua del santo, il sindaco con la fascia tricolore, vicini nella stessa strada. Da qui l’articolo 7 e il confine tra Stato e Chiesa, «ciascuno nel proprio ordine», con la voce della giornalista Elisa Belotti: la separazione non come freddezza, ma come occasione di libertà.

Un raggio di luce dorata entra da una feritoia in una stanza di pietra e illumina un libro aperto: la luce che decide dentro

5 Lug 2026

Eretico, cioè uno che sceglie

Da Écône al fronte del «trono e altare»: ripensare l’eresia come atto di libertà, e il Vangelo come una luce che si sceglie dentro, non una bandiera da piantare.

Copertina del podcast Sacro Civile di Tommaso Scicchitano

1 Lug 2026

Sacro Civile — Puntata 6: Nella propria lingua

Una nonna impasta e parla arbëreshë, un nipote la registra perché quelle parole non le dirà più nessuno. Da qui l’articolo 6 e la tutela delle minoranze linguistiche, con la voce del linguista Michele Cosentino: i dialetti non sono figli, ma fratelli dell’italiano.

Una sedia vuota con una giacca militare ripiegata e un berretto, accanto a una candela commemorativa che arde vicino a una finestra, in toni cupi e silenziosi

1 Lug 2026

Santi in uniforme. Quando il lutto diventa una lingua che mette a tacere

Il giornalista ultra-ortodosso israeliano Israel Frey dice che «il lutto è parte della propaganda». Al di là del caso israeliano, è un meccanismo che riguarda anche noi: come la santificazione dei caduti blinda le decisioni di chi comanda, e dove passa la linea tra onorare i morti e arruolarli.

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