C’è un legame invisibile che mi riporta sempre lì, tra i pini larici e le pietre fredde della nostra montagna.
Chi ha letto Sole Nero sa che la mia scrittura è spesso una ricerca: un tentativo di dare voce a quel dolore che ancora brucia sotto la neve, come l’eccidio di San Giovanni in Fiore del 1925. Ma mentre scavavo tra quelle carte, sentivo un sussurro che veniva da più lontano. Un’ombra che si muoveva tra i valloni della Sila molto prima del secolo scorso.
Un’ombra che ha il nome di una donna, ma il destino di un lupo: Maria Oliverio.
La brigantessa che la storia non ha mai capito
La chiamavano Ciccilla. Ma dimenticate la figura mitizzata o quella ferocemente criminalizzata dai verbali di allora. Quella che sto incontrando nelle mie nuove ricerche è una Maria diversa, fatta di farina e sangue, di ferocia e silenzio.
Mi sono chiesto: cosa succede quando un compasso d’ottone cerca di misurare l’anima di una donna che ha scelto il bosco?
Un esperimento di narrazione condivisa
Sto terminando un nuovo racconto che scava in questa ferita. Ma questa volta ho deciso di non pubblicarlo e basta. Voglio fare qualcosa di diverso.
Voglio portarvi con me nel mio studio, tra le mappe d’epoca, i dubbi di scrittura e i documenti storici che mi hanno tolto il sonno. Voglio mostrarvi come nasce la “carne” di un racconto, come si ricostruisce un’atmosfera che non è fatta solo di parole, ma di odori (quello della cenere, del pane che lievita, del metallo freddo).
Non lo farò qui sul blog, ma nel mio “rifugio” più intimo: la mia newsletter.
Perché iscriversi entro venerdì?
Ogni venerdì invio una mail a chi ha deciso di seguire il mio percorso creativo. A partire da questa settimana, gli iscritti riceveranno un accesso esclusivo al “dietro le quinte” della produzione di questo nuovo lavoro su Maria Oliverio.
Ecco cosa troverai nei prossimi invii:
- Frammenti in anteprima: Leggerai i capitoli mentre vengono rifiniti.
- I documenti del “male”: Vi mostrerò le teorie di Cesare Lombroso applicate alla nostra terra.
- Tecnica e visione: Vi racconterò perché ho scelto una determinata parola o come ho costruito una scena di violenza senza scadere nel banale.
Sarà un viaggio nel “dietro le quinte” di una produzione che, lo dico onestamente, non è per tutti. È per chi sa che la Sila non è solo un luogo, ma un destino.
Se vuoi risalire il sentiero con me, iscriviti GRATIS ora. La prima mail del ciclo partirà questo venerdì.

Una buona idea quella di far conoscere “fatti e misfatti” di personaggi “editi e inediti” del nostro territorio alla luce non solo della fantasia e delle ipotesi ma della giusta verità. Buon lavoro.