C’è una storia, quest’anno, che pesa più di tutti i numeri. È la storia di Satnam Singh. Un bracciante morto dissanguato, scaricato davanti casa con il braccio amputato in una cassetta della frutta.
Questa non è cronaca nera. È il manifesto di quella che il Dossier Statistico Immigrazione 2025 chiama una “sottoguerra mondiale contro i poveri”.
Abbiamo costruito un racconto tossico di “invasione”, ma la verità, scrive il dossier, è un “paradosso populista”: gridiamo “non possiamo accoglierli” mentre le nostre imprese implorano per avere manodopera, in un’Italia che sta scomparendo per denatalità.
Come si tiene in piedi questa bugia? Costruendo una “fabbrica dell’illegalità”. Chiamiamo questa macchina “Decreto Flussi”, ma è una lotteria truccata: nel 2024, solo il 7,8% delle quote si è trasformato in un contratto. Il sistema è fatto per creare un esercito di “invisibili” ricattabili, come Satnam.
Il Dossier 2025 non è un libro sui migranti. È uno specchio. Ci mostra le nostre due facce: quella che difende i confini e quella che ha un disperato bisogno di qualcuno che raccolga i pomodori.
