Cosenza, Libreria Ubik – Ci sono serate in cui la presentazione di un libro smette di essere un semplice evento culturale e diventa qualcosa di più profondo: un atto di restituzione, un momento di coscienza collettiva. Venerdì scorso, 6 dicembre, guardando la sala piena della Libreria Ubik di Cosenza, ho avuto esattamente questa percezione.

Presentare “Sole Nero su San Giovanni in Fiore” (Luigi Pellegrini Editore) non significa solo parlare di un romanzo. Significa riaprire una ferita vecchia di cento anni, togliere la polvere da un eccidio dimenticato e guardare in faccia una verità che per troppo tempo è stata sepolta sotto la retorica di regime o l’indifferenza del dopoguerra.
Un dialogo necessario con l’ANPI
A dialogare con me c’era Andrea Bevacqua della sezione ANPI Cosenza “A. Antonante”. La sua presenza non è stata casuale. Il 2 agosto 1925, a San Giovanni in Fiore, il fascismo non mostrò solo il suo volto violento, ma la sua capacità di costruire la menzogna.
Durante la serata abbiamo riflettuto su come la folla di braccianti, donne e bambini che scese in piazza per chiedere “pane e lavoro” venne accolta dai proiettili, per poi essere trasformata dalla propaganda in una massa di “sovversivi”. È qui che la storia si intreccia con l’attualità: ricordare non è un esercizio di stile, ma un anticorpo contro la barbarie che, come insegna la protagonista del mio libro, è sempre in agguato.
Margherita Bilotti: la maestra che impara dal Sud
Uno dei momenti più toccanti della discussione ha riguardato la figura di Margherita Bilotti, la protagonista del romanzo. Come è emerso dal confronto con il pubblico e con Bevacqua, il suo percorso ricorda quello di Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli.
Margherita arriva da Cosenza convinta di dover “portare la luce” in un paese che considera arretrato. Invece, si ritrova a vivere un apprendimento traumatico. Scopre che dietro quella povertà atavica c’è una dignità feroce. Scopre che la cultura, se non si sporca le mani con la realtà e con la sofferenza degli ultimi, rischia di essere un esercizio inutile.

La sua scuola diventa un campo di battaglia: non fatto di armi, ma di coscienze. Contrapposta al direttore Valenti, che vuole formare soldati obbedienti, Margherita sceglie di leggere ai bambini l’Antigone, insegnando loro la differenza fondamentale tra la legge del tiranno e la legge della coscienza morale.
Il fiume carsico della memoria
Come ho raccontato durante la presentazione, la memoria è come un fiume carsico. Può scorrere sottoterra per decenni, invisibile e silenzioso, ma non muore mai. Sole Nero nasce proprio da questa esigenza: intercettare quel fiume e riportarlo alla luce.
Scrivere questo libro è stato un tentativo di dare voce a chi non ne ha avuta. A quelle madri, a quei padri di famiglia che nel 1925 chiedevano solo dignità e si sono ritrovati schiacciati dalla storia.
Grazie
Voglio ringraziare di cuore la Libreria Ubik per l’ospitalità, l’ANPI per il supporto prezioso e tutti i lettori che hanno partecipato, ponendo domande e condividendo riflessioni. Vedere l’interesse vivo negli occhi delle persone è la conferma che questa storia aveva bisogno di essere raccontata.
Il libro è disponibile in libreria e online. Spero che leggerlo vi emozioni quanto a me ha emozionato scriverlo.
Tommaso Scicchitano
Sole Nero su San Giovanni in Fiore
